lunedì 24 ottobre 2016

Come un puntaspilli.

Ovviamente dovevo “festeggiare” il 100° concerto col mio coro con la piacevole sensazione che la mia gola si sia trasformata in un puntaspilli, nonché prepararmi ad una settimana di lavoro (che già di suo sarà di fuoco) ulteriormente complicata dai cosiddetti “malanni di stagione”.  

Ho sguinzagliato i vari spray, caramelle balsamiche, erisimo, propoli, tisana allo zenzero e chi più ne ha più ne metta. Ora non mi resta che sperare che il mio sistema immunitario si muova a pietà e che almeno non mi venga la febbre (nel qual caso dovrei solo imbottirmi di Tachipirina, visto che a lavoro ci devo andare comunque).

Incrociamo le dita.



sabato 22 ottobre 2016

Cheesecake ai frutti di bosco.


Nonostante i dolci alla frutta non siano i miei preferiti (io sono una cioccolatista ad oltranza!), quella torta mi è sembrata più buona che mai. Lo era in assoluto, ovviamente, perché presa nella migliore pasticceria della mia città…ma lo era ancora di più perché sapeva di serenità. E’ stato un onomastico bello, semplice ma bello. Pieno di quelle piccole cose che poi piccole non sono, anche se spesso non ce ne rendiamo conto.
I miei ultimi due onomastici prima di questo erano stati tristi e pieni di preoccupazioni. La mia famiglia sembrava intrappolata in un tunnel senza via d’uscita…invece per fortuna una via d’uscita c’è sempre, anche quando fatichiamo un po’ (o un po’ tanto) a trovarla.
Ci sto pensando parecchio in questi giorni…
Torno indietro con la memoria ad un anno fa…ed anche una cheesecake ai frutti di bosco mi sembra un miracolo. 

martedì 18 ottobre 2016

Decompressione.

È incredibile quanto avessi bisogno di un pomeriggio così: senza impegni, senza corse. Io, i miei hobby e una buonissima tisana che sto provando in questo periodo. Ho approfittato di questo pomeriggio di totale ozio (ebbene si!) dovuto ad una imprevista congiunzione astrale (“ferie forzate” dal lavoro, assenza di altri impegni, o comunque nulla che non potesse aspettare domani) per dedicarmi un pochino a me stessa ed a qualcosa che avevo in mente di fare da un po’ di tempo.

Ma andiamo in ordine. Innanzitutto ho aggiornato la pagina “Chi sono” del mio blog, dove c’è un test che avevo trovato tanto tempo fa sul blog di una mia amica. Un modo informale e leggero per raccontarvi qualche cosetta di me.

Poi ho intrapreso (anche se è più esatto dire “re-intrapreso”) una cosa che avevo iniziato anni fa e che poi (per una serie di motivazioni lunghe e poco piacevoli da spiegare) avevo accantonato. Riprovarci adesso (sempre compatibilmente col tempo che avrò a disposizione) è il mio modo per cercare di chiudere definitivamente con quella fase della mia vita, e sento che questa volta andrà bene.  

Risultato? Mi sento come se tutti i miei organi interni oggi stessero così…


lunedì 17 ottobre 2016

Retrenchment.

Questo sarà sicuramente il mantra del periodo (suggeritomi da un amico, molto più saggio di quanto sia riuscita ad esserlo io in queste settimane).
Negli ultimi tempi la mia vita è cambiata parecchio e troppo in fretta. Una giostra impazzita. Mi sono ritrovata, di colpo, con tremila cose da gestire contemporaneamente (alcune delle quali totalmente nuove per me), con il tempo che mi sembrava sempre troppo poco e con il nervosismo che aumentava proporzionalmente alle energie che si assottigliavano.
Probabilmente il senso di delusione e frustrazione di questi giorni è stato il modo con cui la vita ha cercato di farmi capire che stavo tirando troppo la corda. L’impegno, la passione e la buona volontà sono cose belle e lodevoli, ma devo accettare serenamente l’idea che non sono Wonder Woman e che non posso passare il mio tempo solo correndo dietro agli impegni, dimenticandomi di me stessa, delle mie esigenze, dei miei hobby e di quello che mi fa stare bene, perché prima o poi rischio di crollare. Non è un reato, una volta, sentirsi stanche, avere mal di testa o semplicemente avere voglia di fare altro. 
In questa nuova fase della mia vita devo necessariamente riorganizzare le priorità, senza sentirmi in colpa laddove non arrivo con il tempo o con le forze.  Precedenza alle cose di cui, che mi piaccia o no, non posso fare a meno. Le altre andranno in coda, compatibilmente col tempo e con le energie che mi resteranno.

sabato 15 ottobre 2016

Comunque vada.

Comunque vada sarà un (in)successo. No, non è il mantra della settimana (ci mancherebbe che io mi metta a portarmi sfiga da sola!!), ma solo quello che penso della decisione che ho appena preso, cioè di cominciare la settimana con una cosa che forse avrei dovuto fare anche prima. La verità, nonostante da fuori nessuno se ne sia accorto (meglio così!) è che quello che è successo mi ha delusa e ferita moltissimo ed ora tutto mi appare sotto un'altra luce. E' come se mi si fosse spezzato qualcosa dentro e non credo che nei confronti di questa persona potrò più tornare quella di prima.
Mi confronteró con lui, come è giusto che sia, ma sinceramente non mi aspetto nulla di buono...anzi mi sa che lunedì avrò bisogno di una doppia cioccolata calda fondente, con buona pace dei brufoletti che mi ritroveró.

martedì 11 ottobre 2016

Monadi.

"Non c’è consolazione né in paradiso né in terra. Soltanto noi, piccoli, solitari, 
che lottiamo, combattiamo uno contro l’altro. 
Io prego sempre per me stesso, solo per me stesso."
(Frank Underwood)


Quando, qualche settimana fa, un amico mi citò questa frase io gli dissi che non era così, che non è vero che siamo piccoli, soli e in lotta gli uni con gli altri. Ovviamente ci credevo davvero in quello che gli dissi, e una parte di me ci crede ancora. La mia parte migliore: quella solare, ottimista, con un’incrollabile fiducia nella vita e negli altri, nonostante tutto. 
Eppure stasera mi è tornata in mente proprio quella frase, che non potrebbe descrivere meglio il mio stato d’animo. E possiamo dare la “colpa” a questo tempo freddo e piovoso, o ad una giornata di forma fisica tutt’altro che ottimale…ma la verità è che, mai come oggi, penso che siamo soli. Tutti, nessuno escluso. Tante piccole “monadi” (per dirla con Leibniz). La comunicazione tra noi esseri umani non è altro che un miraggio, e l’incomprensione e l’incomunicabilità restano un triste quanto inesorabile dato di fatto. 

lunedì 10 ottobre 2016

Quello che siamo.

Due necrologi, uno di fianco all’altro. Uno, di un signore deceduto all’età di 104 anni, l’altro, di un ragazzo di 28 anni.
Io stavo pensando a questa giovane vita stroncata (chissà se da un incidente o da una malattia) e cercavo di immaginare quale inconsolabile dolore si provi a perdere un figlio, un fratello, un fidanzato, un amico di quell’età.
Una signora, accanto a me, mi ha detto: “Che vergogna. ‘Sto ragazzo è morto a 28 anni, e questo qui è vissuto fino a 104 anni. Non c’è giustizia”.

La solitudine ci mostra 
quello che dovremmo essere;
la società ci mostra quello che siamo.

(Robert Cecil)

giovedì 6 ottobre 2016

Quello che resta di queste settimane.

-Discorsi retorici in stile “3 moschettieri”, che già non condivido in linea teorica ma che francamente in questo momento mi fanno proprio l'effetto beffa;

-L'amara constatazione che tutti i miei sforzi (e ci vorrebbe un post a parte per elencarli tutti) non sono serviti assolutamente a nulla, se non ad aggiungere ulteriore stress e stanchezza a settimane già abbastanza pesanti;


-La stupida ingenuità di una persona che nelle cose non si risparmia, sacrificando se stessa per poi ritrovarsi in mano solo un gigantesco “chi me l’ha fatto fare";

-Un "Sii superiore" che mi ha fatto capire più cose di mille discorsi...;

-La conclusione che l'egoismo non è sempre un difetto;

-Una decisione da prendere, in maniera fredda e ponderata.

lunedì 3 ottobre 2016

Love is...

...e niente, quando mi prende l'attacco di melassa non c'è niente da fare (però tranquilli, mi passa in fretta ^_^). Non sono troppo carine queste immagini? 



























































































sabato 1 ottobre 2016

E noi che si fa? Nuotiam, nuotiam.

L’abissale differenza tra l’essere autorevole e l’essere autoritario. Non che prima non mi fosse chiara, ma mai come in questi giorni mi sto rendendo conto di quanto questi termini siano talmente lontani da essere quasi antitetici...



Dory: Quando la vita si fa dura sai che devi fare, Marlin?
Marlin: No, non lo voglio sapere.
Dory: Zitto e nuota, nuota e nuota, zitto e nuota e nuota e nuota. E noi che si fa? Nuotiam, nuotiam!